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Uovo o Colomba? Ecco cosa scelgono chef e pasticcieri
Tra misticismo e golosità, la Pasqua divide i grandi maestri del gusto: abbiamo chiesto a chef stellati, pasticceri e gelatieri di scegliere il loro dolce del cuore per scoprire se vince la croccantezza del cioccolato o la soffice architettura del lievitato.
Pasqua è dolcezza, rinascita, primavera, religione, celebrazione, ma pure golosità. Ha ragione Giorgio Locatelli, colonna portante di Master Chef e grande chef con base a Londra, quando sostiene tutto questo dando a questa festa un “significato più profondo e meno consumistico rispetto al Natale”? Gli elementi ci sono tutti. Ma se la magia attorno al Natale e dopo dura lo spazio di mesi, l’atmosfera della Pasqua è più breve. Anche se tutto, gastronomicamente parlando, ruota attorno a due prodotti speciali: uovo di cioccolato e colomba.
La Pasqua tra simbologia e gastronomia: il dilemma del dolce perfetto
Abbiamo ideato un semplice giochino, che però non significa banalità: abbiamo chiesto a chef stellati, pasticceri top, gelatieri a tre coni cosa preferissero, anche in base ai ricordi di bambino. Uovo o colomba? È stato bello giocare e imparare con loro. Se Locatelli ci ha dato un’interpretazione quasi filosofica, Iginio Massari, il decano della pasticceria di qualità, ci ha accompagnati nella storia: “Dobbiamo ringraziare Angelo Motta che, negli anni Trenta, a Milano, riavviò le macchine dopo il Natale e creò un nuovo dolce pasquale: la colomba. L’uovo, invece, è primavera, rinascita e non è una questione climatica”.
L’uovo più venduto è il Kinder con sorpresa e guai a privarne un bambino. Ma la ricerca ha creato produzioni fantastiche e fantasiose. Basti pensare agli animali e alle decorazioni di Ernst Knam, alla fantasia di Paolo Brunelli, Fabrizio Galla, Luigi Biasetto, Sal De Riso e Loretta Fanella che, addirittura, ha inserito un qrcode nel suo uovo Roses. Ma la qualità di un cioccolato del Madagascar, di Santo Domingo, del Venezuela dà all’uovo temperato nel modo giusto, un valore altissimo. La Pasqua è di tutti ed è come farsi una coccola. Che, ogni tanto, dà gioia e felicità.
Vincenzo Faiella: colomba albicocca e mandorle per la gioia condivisa
“Da maestro pasticcere credo che i grandi lievitati delle feste siano quelli che raccontano meglio la gioia e la condivisione. Per questo scelgo la colomba. Che riesce a interpretare al meglio il senso della Pasqua, della ricorcerza. È il dolce che sento più vicino alla mia idea di Primavera. Per equilibrio, profumo, identità. E tra le versioni che presentiamo ho un legame particolare con albicocca e mandorle”.
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