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Zeppola di San Giuseppe, il dolce del passeggio

Zeppola di San Giuseppe, dalla prima ricetta alle versioni contemporanee.

Il maestro pasticciere Vincenzo Faiella, membro dell’Accademia Maestri del Lievito Madre e di APEI – Ambasciatori Pasticceri dell’Eccellenza Italiana, ne propone diverse e ne ricorda la nascita.

La prima ricetta ufficiale del dolce risale al 1837 – venne codificata dal cuoco e letterato Ippolito Cavalcanti – e descriveva una frittella, senza crema né decorazioni, venduta calda dai friggitori di strada.

Da quella matrice popolare, la zeppola ha attraversato il tempo e oggi dialoga con la sensibilità contemporanea di una pasticceria che lavora sulla leggerezza dell’impasto e sul controllo della frittura, aprendosi anche a nuove interpretazioni.

“In origine, la zeppola era una semplice pasta lievitata e fritta, glassata con miele, mentre la versione successiva, pasta choux farcita con crema e amarene (più complessa e costosa), era riservata alle tavole aristocratiche” dichiara Vincenzo Faiella.
“Nata come prodotto da consumare passeggiando, la zeppola mantiene la sua immediatezza: l’alta pasticceria ne perfeziona la lavorazione, preservandone lo spirito” spiega.

© ilgrandfood.it

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