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PANETTONE IS ON THE TABLE: GUIDA AI MIGLIORI PANETTONI ARTIGIANALI DA ADDENTARE CON DEVOZIONE

Tra canditi, profumi di burro e lieviti in estasi, ecco la nostra selezione di panettoni artigianali che ricordano — a noi e al palato — perché dicembre è il mese più buono dell’anno.

Dicembre è arrivato, e con lui, inevitabile come i maglioni con le renne e le playlist di Mariah Carey, si riapre l’Affaire Panettone. C’è chi lo difende come una fede, chi lo vive come una prova di resistenza glicemica e chi lo mangia anche a colazione. Perché diciamolo: il Natale, in fondo, è solo la scusa più socialmente accettabile per abusare di lievitati burrosi e fingere che sia “tradizione”.

Eppure non tutti i panettoni sono uguali. Dietro la glassa si nasconde un mondo di pasticceri ossessionati dal milligrammo di burro, dal grado di umidità e dal sorriso del lievito madre. Così, anche noi, armati di curiosità, appetito e un pizzico di sprezzo per la glicemia, abbiamo assaggiato, confrontato, annusato, tagliato e ripetuto, per sicurezza. Tutto in nome della verità gastronomica.

Ecco, quindi, una selezione di panettoni artigianali da tutta Italia che valgono il peccato, la fetta e pure la seconda. Perché, come cantano Elio e le Storie Tese, “Panettone is on the tablebut it is another one” e, dopo averli provati tutti, possiamo dirlo: certi panettoni non si mangiano soltanto, si venerano.

Vincenzo Faiella, narratore di dolcezze

Nel laboratorio del Maestro Vincenzo Faiella a San Marzano sul Sarno (SA), ogni impasto è un racconto: parte dal lievito madre, passa da burro francesevaniglia del Madagascarfrutta candita d’eccellenza e arriva a un risultato che ha tutta la struttura della tradizione, ma la sensibilità della pasticceria contemporanea. La sua collezione di Natale 2025 propone diverse interpretazioni del grande lievitato: dal Panettone Classico, soffice e aromatico, alle versioni più golose come PistacchioCioccolato e RumAlbicocca e mandorleMela e cannellaCaffèRocher e la novità dell’anno Zabaione e amarene, un equilibrio tra dolcezza cremosa e note fresche e vivaci. Come ogni storia ben raccontata, quella di Faiella si assapora piano, fetta dopo fetta. Con un solo rischio: che alla fine vogliate rileggere tutto da capo, ma non sia rimasto neanche un grammo di panettone a testimoniarlo. www.vincenzofaiella.it

@ montecatomagazine.com

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